“Il pugno chiuso” di Arrigo Boito (4)

Paw prosegue il suo racconto al narratore, il quale non manca di osservarne l’aspetto “fantastico”: proprio della Scapigliatura è infatti il gusto per l’orrido, lo spaventoso e lo straordinario, esemplificati qui anche da versi di Dante. *** Quando vide Simeòn così trafelato esclamò: «Da quale tregenda di streghe sei tu scappato buon Simeone? Se non… Continua a leggere “Il pugno chiuso” di Arrigo Boito (4)

“Il pugno chiuso” di Arrigo Boito (3)

Paw narra il sogno dell’usuraio Simeòn Levy: come altrove nella letteratura degli Scapigliati, anche nel racconto di Boito si manifesta l’inconscio, luogo di ansie, desideri, premonizioni. *** La notte che compì il mezzo secolo, salì nel solaio dove abitava, aperse lo scrigno e si mise a far conti. Contò pila per pila i ducati d’oro… Continua a leggere “Il pugno chiuso” di Arrigo Boito (3)

“Il pugno chiuso” di Arrigo Boito (2)

Continua la narrazione, i sintomi visibili della malattia vengono associati a cause di ordine psicologico. Continua la narrazione di Boito nella quale i sintomi visibili della malattia vengono associati a cause di ordine psicologico. Come in altre opere della Scapigliatura milanese (si pensi a Fosca di Iginio Urgo Tarchetti), l’elemento irrazionale condiziona, deformandola, la “normalità”… Continua a leggere “Il pugno chiuso” di Arrigo Boito (2)