Ritratto semiserio di scrittore, by Gianni Celati (2)

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Ritratto semiserio di scrittore, by Gianni Celati (2)

Continua il ritratto semiserio del grande scrittore, acclamato da tutti, nel racconto di Gianni Celati

Continua il racconto di Gianni Celati sullo scrittore Tritone acclamato da tutti come un classico della letteratura patria. Dopo l’episodio al Caffè Nazionale, le vite di Malaguti, del narratore e dello scrittore si intrecciano in vario modo fino ad arrivare al giorno in cui a Tritone viene assegnato un premio dalle autorità cittadine. Ed è qui che compare nuovamente la voce dissidente del giovane Malaguti, che darà un giro particolare al racconto: Tritone infatti finisce per esprimere a voce alta, dinanzi al pubblico cittadino, perplessità a lungo covate sul valore dei propri libri, sulla sua fama e sull’inspiegabile assenza di critica nei confronti della sua opera: eccetto Malaguti, infatti, nessuno prima d’ora aveva mai osato rivolgergli parole meno che elogiative.

“Circa sei mesi dopo hanno insignito Virgilio Tritone del premio letterario “La lira d’oro”, vanto della nostra città. Io e Malaguti siamo andati a vedere la premiazione della Sala dei Commercianti, e per prima cosa abbiamo visto salire sul palco gli undici membri del Comitato di Lettura, vestiti di nero, in tocco e mantelli neri, con alla loro testa il presidente del premio, anche lui con mantello nero e il tocco sul capo. Gli undici mantellati erano tutti abbastanza bassi, e si tenevano stretti intorno a Tritone come se non volessero lasciarselo scappare. Gli arrivavano alla spalla e gli stavano così appiccicati che lui ha dovuto spingerli via per potersi mettere a sedere. La Sala dei Commercianti era stracolma di gente, e nelle prime file pullulavano i cittadini eminenti, le matrone illustri, le belle donne, gli elegantoni passeggiatori della pubblica piazza, col sindaco Cagnotto e l’assessore Rovina davanti a tutti gli altri.

Il presidente del Comitato di Lettura ha preso la parola: «Assegnando il nostro ambito premio… grande scrittore… la nostra città tutta… partecipe del giubilo… occasione grata… ringrazio le autorità…» Ora lo scrittore premiato si alza in piedi, si asciuga la fronte, resta pensoso per un momento, infine dice: «Io però vorrei sapere se c’è qualcuno che ha delle critiche da fare al mio ultimo libro. Sono curioso di sentire le critiche. In uno stato democratico ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni, quali che siano. Ma perché non sento mai delle critiche ai miei libri? Nessuno vuole farmi delle domande che sollevino qualche dubbio?»

Malaguti ha subito alzato la mano: «Ha mai pensato che sarebbe ora di abbandonare il romanzo tradizionale e confrontarsi con la concezione del romanzo moderno che troviamo in molti autori attuali, soprattutto stranieri?» Uno del Comitato di Lettura, a sentir quelle parole strane per lui, si è impermalito, per cui scattava in piedi gridando: «Silenzio, sbarbatello! Un po’ di rispetto!» E mentre Tritone diceva: «No, no, lasciatelo parlare, mi inteessa!» due tipi grossi sono accorsi a prendere Malaguti per i capelli e trascinarlo via. […]

Dopo la cacciata di Malaguti, il presidente dle Comitato di Lettura ha borbottato qualcosa sull’incidente, poi Tritone ha preso la parola: «Ma io vorrei sapere: quali erano le critiche di quel ragazzo? Come si può vivere in questo stato d’incertezza, sapendo che molti avrebbero delle critiche da fare ma non aprono bocca? Io dico: può darsi che io abbia scritto dei libri privi d’interesse. (Rumori dal fondo: «No! No!»). Non sarebbe il caso di avvicinarsi a questi scrittori moderni, come suggeriva quel ragazzo? (Voci: «No, maestro, no!») Ah, però, io ho provato a leggerli, questi autori moderni, ma non ci riesco, non ci riesco. Del resto non riesco a leggere neanche i miei libri. Anche quelli ho provato, ma non riesco a leggerli. […] Del resto noi viviamo in una catacomba, prigionieri di milioni di libri senza nessun interesse. Perché li scrivono? Perché li pubblicano? E perché li comperate? Vorrei saperlo! […] Sì, ed ecco che io chiedo: ma perché nessuno mi fa delle critiche? E mi danno anche i premi! E dicono che sono un grande scrittore! Mentre i miei libri non riesco a leggerli!»”

(continua)

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