Soprannomi: Andrea Camilleri esegeta della Sicilia ne “La concessione del telefono”

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Soprannomi: Andrea Camilleri esegeta della Sicilia ne La concessione del telefono

Soprannomi: Andrea Camilleri si fa nuovamente esegeta della Sicilia ne La concessione del telefono

Andrea Camilleri (1925-2019) ci ha regalato pagine indimenticabili sull’attualità e la storia del nostro Paese. Ricordiamo qui il celebre romanzo La concessione del telefono, in cui vicende private e burocrazia proliferante si intersecano nell’Italia unitaria di fine ‘800.

Andrea Camilleri (Porto Empedocle, Agrigento, 1925 – Roma, 2019) ha regalato a milioni di lettori pagine indimenticabili sull’attualità e la storia del nostro paese: dalla sua penna ironica e raffinata le cose di casa nostra sono state raccontate in una lingua originale e vivissima attraverso generi letterari diversi -dal romanzo poliziesco al racconto storico-politico, dalla farsa al dialogo teatrale-, regalandoci riflessioni profonde e molti, moltissimi sorrisi. Ricordiamo qui il celebre romanzo La concessione del telefono, in cui vicende private si intersecano in modo imprevedibile con la burocrazia proliferante nell’Italia unitaria di fine ‘800. Ne deriva una storia labirintica, comica e delirante nelle sue svolte eppure tragica nelle conseguenze, in cui al danno si aggiunge la beffa operata dalle classi politiche e dai loro ciechi servitori, e dove la verità si rivela inafferrabile. Un romanzo che, come sempre, offre un ritratto del mondo siciliano ed un affresco della questione che da sempre separa Nord e Sud. Riportiamo qui un passaggio straordinario, rivelatore del genio sottile di Camilleri e dei suoi esimi compaesani.

DELEGAZIONE DI PUBBLICA SICUREZZA DI VIGATAAl Signor Questore di MontelusaVigata, li 25 ottobre 1891

Oggetto: Soprannomi

A proposito del rapporto da Ella richiestomi e da me prontamente inviatoLe circa Genuardi Filippo di Vigata, Ella mi muove l’appunto di indulgere volontieri al superfluo. E mi porta, come indicazione, la trascrizione puntuale da ma fatta del relativo soprannome ad ogni nome che ho citato. Ne faccio ammenda, e Le prometto che da ora in avanti mi atterrò ai Suoi ordini. Sento pero la necessità di chiarire il senso del mio operare.

La gran parte dei siciliani debitamente registrata presso l’Officio Anagrafico con nome di battesimo e cognome, nella realtà viene fin dalla nascita appellata con un nome diverso.

Un Filippo Nuara, metti caso, sarà da tutti, a cominciare da genitori e parenti, nominato Nicola Nuara. Questo nome convenzionale, a sua volta, verrà mutato nel diminutivo di Cola Nuara.

A questo punto cominceranno a coesistere due persone distinte. Una, Filippo Nuara, avrà esistenza solo sulle carte legali; l’altra, Cola Nuara, avrà invece assoluta vita reale. In comune, i due avranno solamente il cognome.

Cola Nuara, pero, assai presto, verrà dotato di quello che Ella chiama soprannome e che noi diciamo ‘ngiuria, senza che ci sia alcun intento offensivo. Se, putacaso, il nostro Cola Nuara zoppica leggermente, sarà inevitabilmente «Cola u zoppu», o «Cola ticche tacche », oppure «Cola mare a prua», e via di seguito a fantasia sfrenata. […]

Solo in punto di morte (avvenuta all’età di novantatre anni) il maestro di scuola Pasqualino Zorbo apprese, con sommo stupore, di chiamarsi anagraficamente Annibale.

Il collega Delegato di P.S. Antonino Cutrera, vanto di noi tutti per la profondità dell’ingegno e della cui amicizia mi onoro, ebbe un giorno, meco ragionando, ad un azzardare una spiegazione per un costume tanto diffuso nell’Isola. L’uso di un nome diverso da quello anagrafico, con l’aggiunta di un soprannome (‘ngiuria) noto solo entro la ristretta cerchia delle mura di un paese, obbedisce a due esigenze opposte.

La prima e quella dell’occultamento in caso di periglio: con un duplice (o triplice) nome si favorisce lo scangio di persona, si viene a ingenerare un equivoco che favorise chi è oggetto di ricerca, quale essa sia. La seconda esigenza invece è quella di farsi, in caso di necessità, esattamente riconoscere per evitare lo scangio.

Chiedo perdono d’essermi sì tanto dilungato.

Sempre ai suoi ordini

Il Delegato di P.S. di Vigata (Antonio Spinoso)

La concessione del telefono è stato pubblicato da Sellerio Editore, Palermo, nel 1998.

Ludovica Valentini

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