Due punti (invece di tre): il Club di Lettura “Se Una Notte..” e la grammatica italiana

due-punti-il-club-se-una-notte-pinocchio

Due punti (invece di tre): il Club di Lettura “Se Una Notte..” e la grammatica italiana

Solo due punti di sospensione invece dei tre prescritti dalle regole della grammatica: il Club di Lettura “Se Una Notte..” a tu per tu con gli .. errori

“C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.

Carlo Collodi, Pinocchio

Tutti conoscono la storia scritta da Carlo Collodi (1826-1890) sulle avventure di un burattino dal nome Pinocchio: il suo incipit è noto ad ogni bambino e ad ogni adulto che abbia letto, ascoltato o raccontato favole: “C’era una volta…“, comincia la storia, dove una volta viene seguito da tre punti di sospensione; questo perché nell’incipit si preannuncia qualcosa che viene lasciata volutamente in sospeso. I piccoli lettori di Collodi pensano subito a un re ma, lo sappiamo, altra sarà la conclusione della frase: ciò che una volta, nel tempo atemporale della fiaba, c’era, è infatti un pezzo di legno. Per la grammatica italiana, come abbiamo visto, la sospensione creata da Collodi richiede dei punti da mettere in fila secondo la nota regola di tre.

Nel 1993, venne creato a Barcellona il Club di Lettura “Se Una Notte..” il cui nome, come già spiegato altrove in questa web, richiama il titolo di un libro di Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, che parla per l’appunto di incipit, di letture e di libri. Ebbene, il nostro nome ufficiale presenta, lo si vede, due punti di sospensione invece dei tre canonici. Si tratta di un errore, evidentemente, un’omissione, quasi che l’incognita cui alludono i puntini possa essere più breve, più piccola, perfino meno incerta. Forse è davvero per questa ragione che l’omissione fu commessa. O forse il terzo compagno del gruppo venne lasciato da parte per limiti d’impaginazione.

Trent’anni sono trascorsi dalla nostra fondazione: per quanto la memoria possa recuperare, il settembre di quel momento fondativo fu testimone di un errore un po’ voluto, uno sbaglio commesso in allegria seguendo una voglia giovanile di sfidare le regole senza alterare troppo il risultato. Era ovvio, per gli sfidanti, che in quella “notte” seguita da due soli punti sarebbe successo comunque qualcosa: le lettrici e i lettori del Club avrebbero letto, parlato, sorriso, fatto amicizia e persino disquisito sulla lingua e la grammatica italiana. Sicché, con i due punti di sospensione sempre presenti e il terzo sospeso ancor di più, si è andati avanti per ben tre decenni; il typo giovanile è rimasto a far compagnia alle avventure letterarie del Club, tra le cui pagine condivise ed amate si annoverano anche quelle del celebre burattino.

Oggi, trenta anni dopo quel salto grammaticale, approfittiamo dello spazio di questo Blog per ricordarlo al nostro pubblico. Esistono errori puramente di stampa ed altri che potremmo denominare di vita, risultanti da prove, tentativi, esperimenti condotti nel cammino incerto dell’esistenza. È saggio mantenere sugli errori – tipografici e non – uno sguardo non troppo severo (si vorrebbe dire addirittura benevolo), visto che persino gli sbagli più grossolani, o giudicati tali, portano comunque a destinazione. Così avviene per Pinocchio, burattino disobbediente che diventa bambino. E così avviene per ciascuno di noi: navighiamo per il mondo come meglio possiamo, dando passi un po’ dappertutto per arrivare infine a casa – qualunque sia il significato che all’idea di casa, di volta in volta, viene dato.

Una delle caratteristiche di Pinocchio è quella di dire, all’uopo, qualche bugia. Noi oggi abbiamo voluto raccontare la verità, certi di essere compresi e in definitiva perdonati. In un mondo in cui le cose cambiano velocemente e dove proliferano le trasformazioni della lingua, i grammatici, i filologi e persino i tipografi che eventualmente passassero da queste parti saranno, ci auguriamo, clementi. Il punto di sospensione mancante ci aspetta, tranquillo e sicuro, in qualche angolo del finale della storia la cui conclusione però, ammettiamolo pure, a nessuno è dato sapere. In assenza di certezze dunque, oltre che di punti, faremo come Pinocchio e vivremo spensierati le nostre avventure, fiduciosi di raggiungere la meta.

Ludovica Valentini

PS: Carlo Collodi è stato solo uno dei moltissimi autori amati dal nostro Club. Da trent’anni ormai un gran numero di penne straordinarie sono state lette e condivise nel corso delle nostre sessioni, alle quali, lo ricordiamo ancora, siete sempre invitati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.