Notte d’agosto con Pier Vittorio Tondelli

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Notte di agosto con Pier Vittorio Tondelli

Notte di agosto lungo la via Emilia con Pier Vittorio Tondelli

Una notte di agosto al volante dell’auto lungo le strade dell’Emilia apre uno dei racconti di Altri libertini, romanzo di Pier Vittorio Tondelli (1955-1991). Il racconto, che si intitola “Viaggio“, descrive con straordinaria forza evocativa le atmosfere, le ansie, i desideri e i sogni di un’epoca della vita che tutti abbiamo attraversato: la giovinezza.

E di viaggio si parla in tutto il libro: da quello sognato a occhi aperti, che permetterebbe di lasciare indietro gli stretti orizzonti della provincia per arrivare al nord dell’Europa e negli USA, al viaggio psichedelico dell’eroina, che si conclude con la morte in vita di uno dei personaggi, la Giusy, il tossico protagonista di Postoristoro, racconto che apre il libro. L’idea del viaggio è sempre stata associata alla giovinezza: vi è un desiderio di fuga, una voglia di libertà, un bisogno pressante di allontanarsi da casa per scoprire nuove strade e fare nuove esperienze. Viaggio geografico, come si è detto, ma anche viaggio iniziatico, ossia esistenziale – spesso i due avvengono contemporaneamente.

L’incipit del racconto ha la forza del linguaggio tondelliano:

Notte raminga e fuggitiva lanciata veloce lungo le strade dell’Emilia a spolmonare quel che ho dentro, notte solitaria e vagabonda a pensierare in auto verso la prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che così poi si riposa, come stare sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in aria, tante fantasie una sopra e sotto l’altra, però non s’affatica nulla. Correre allora, la macchina va dove vuole, svolta su e giù dalla via Emilia incontro alle colline e alle montagne oppure verso i fiumi e le bonifiche e i canneti. Poi tra Reggio e Parma lasciare andare il tiramento di testa e provare a indovinare il numero dei bar, compresi quelli all’interno delle discoteche o dei dancing all’aperto ora che è agosto e hanno alzato persino le verande per godersi meglio le zanzare e il puzzo della campagna grassa e concimata. Lungo la via Emilia ne incontro le indicazioni luminose e intermittenti, i parcheggi ampi e infine le strutture di cemento e neon violacei e spot arancioni e grandifari allo iodio che si alzano dritti e oscillano avanti e indietro così che i coni di luce si intrecciano alti nel cielo e pare allora di stare a Broadway o nel Sunset Boulevard in una notte di quelle buone con dive magnati produttori e grandi miti. Ne immagino ventuno ma prima di entrare in Parma sono già a trentatré, la scommessa va a puttane, pazienza, in fondo non importa granché.

Stamattina mi sveglia alle sette e un quarto il Gigi e dice che ha il colpo buono, ha trovato un parente ch egli anticipa tre milioni di lire al sette per cento a partire da tre mesi. Si tratta di fare un viaggio in India, a Bombay, comprare quel che c’è da comprare e tornarsene in Italia. In non più di dieci-quindici giorni i tre milioni diventeranno sette o otto vendendo naturalmente al doppio del prezzo di costo quel che si è arraffato. Ma io ho detto di no. E finalmente se n’è andato. Mi ci è voluta mezza bottiglia di gin per riprendere sonno, il che è avvenuto saranno state ormai le nove. Ricordo di aver controllato in cucina l’ora quando mi sono alzato di nuovo per rispondere al telefono, un paio di minuti, mica di più, che avevo ripreso a dormire. Per tutta la giornata Gigi mi ha tartassato con la faccenda di Bombay, è tornato all’ora di pranzo e ha continuato a menarla. La nuova telefonata è stata la goccia fatale. Ho bestemmiato ininterrottamente finché non ha riagganciato, ed è salito appunto verso la una. La novità è che ha trovato due biglietti per un volo charter in partenza da Amsterdam col prezzo praticamente dimezzato rispetto a quello Alitalia. Allora è stato tutto un conteggiare il superiore margine di guadagno a confronto con i cambi di valuta e le spese doganali e i passaggi attraverso il fiorino olandese. La storia ha iniziato ad appassionarmi, ma è durata ben poco, il tempo che Gigi ha impiegato per ricordarsi di essere a secco da oltre quarantottore. È sbiancato, s’è fatto livido, ho avuto paura, sono dovuto correre al CIM dove è in cura, prelevare l’assistente di turno e fargli il buco. Dei tre milioni non si è più parlato, Gigi ha sonnecchiato e giocherellato con una collanina di vetro, ha fumato le mie sigarette, l’ho lasciato che pizzicava la chitarra.”

Ci siamo, dunque. Con indiscutibile chiarezza, Tondelli individua gli aspetti deleteri della fuga anelata verso la libertà: il consumo di droga, la caduta nella tossicodipendenza appaiono fin dalle prime pagine di un libro che, senza esprimere giudizi o voler fare la morale ad una generazione, costituisce, se la si vuole recepire, una remora, presentando vite andate allo sbando anche se al principio di tutto vi era il semplice gusto della trasgressione e della scoperta. Per alcuni, meno consapevoli , tale cammino diviene drammatico o addirittura tragico: un prezzo alto da pagare alla giovinezza con le sue inerenti fragilità.

Altri libertini è stato pubblicato da Feltrinelli nel 1980. Di Pier Vittorio Tondelli, con il Club di lettura “Se Una Notte..” sono stati letti e commentati anche i romanzi Rimini (1985) e Camere separate (1989).

Ludovica Valentini

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