Ferragosto in Pineta con Marco Malvaldi

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Ferragosto in Pineta con Marco Malvaldi

Ferragosto nell’ormai celebre Pineta con Marco Malvaldi e La briscola in cinque

Ferragosto nell’ormai celebre località di Pineta, creata dallo scrittore Marco Malvaldi insieme a BarLume e ad una simpatica, irriverente galleria di personaggi.

Ferragosto nell’ormai celebre località immaginaria di Pineta, sulla riviera toscana, dove Marco Malvaldi (Pisa, 1974) ambienta i suoi gialli. Non fa eccezione La briscola in cinque, romanzo estivo in cui i pensionati ospiti del BarLume di Massimo Viviani, tra cui il nonno di lui Ampelio, aiutano il proprietario e nipote a risolvere un caso. Come sempre, non manca lo spirito ironico – spesso addirittura sarcastico – che contraddistingue la parlata regionale, ricca di frecciate e punzecchiature tra personaggi legati da lunga amicizia quando non da una diretta parentela.

Oltre a ciò, il bar come sfondo alla discussione e risoluzione di casi ha conferito una particolare fortuna ai romanzi di Malvaldi, come già nel caso di Stefano Benni (Bologna 1947): giacché è la scelta di un luogo di incontro e socialità proprio della cultura italiana la quale, persino nell’uso della parola bar mostra la sua storica tendenza esterofila.

Già ne La bottega del caffè (1750) Carlo Goldoni (1707-1793) aveva portato alla ribalta questi locali dove, assieme al consumo di bevande, trovavano posto la conversazione ma anche la diceria e il pettegolezzo. Malvaldi potrebbe considerarsi uno degli eredi di una tradizione letteraria che fa del bar lo scenario ideale per ritrarre i nostri costumi nazionali, nelle loro varie e interessantissime forme.

Di questo, nonché del BarLume e dei suoi avventori, si parlerà ancora. Per oggi, 15 agosto, ci limitiamo a riprodurre un brano in cui viene descritto per l’appunto un caldissimo pomeriggio di metà agosto a Pineta nel celeberrimo caffè.

L’unica cosa piacevole di un giorno di metà agosto, alle due del pomeriggio precise, quando uno respira aria liquida e tenta di non pensare che alla cena mancano ancora sei o sette ore, è andare con qualche amico al bar a prendere qualcosa.

Ci si siede ai tavolini all’aperto, si sistemano bene i pantaloni dal cavallo bagnato da strizzare, si svapora dieci secondi e poi si ritorna magicamente in sé; il più in forma del club va dentro, al banco, a ordinare perché il barista scorgendovi vi ha guardato con odio e adesso sta lavando i bicchieri (o meglio, il bicchiere: lo stesso da cinque minuti) e quindi, se qualcuno non va dentro a ordinare, addio.

L’importante però è che ci sia la brezzettina.

Quel filo di vento della giusta intensità, che solleva lievemente la camicia dalla pelle, ti conta dolcemente le vertebre e ti rinfresca i vani tra le dita dei piedi a cui la ciabatta infradito di plastica ha dato finora ben poco sollievo, ma talmente delicato da scompigliarti il riporto. L’aroma iodato della brezza marina ti dischiude le narici, ti convince a respirare e quando l’eroe che ha fatto le veci del cameriere ritorna, con la roba da bere e le carte, l’umore è tornato sereno e il pomeriggio, rispetto a prima, si è accorciato un bel po’.

Queste cose sono piacevoli a vent’anni: a ottanta sono il sale della vita.

Tratto da La briscola in cinque, di Marco Malvaldi

Ovviamente, nel corso del torrido mese, i senili frequentatori del locale di Massimo, nonché Massimo stesso in prima persona, risolveranno il caso di cui tutta Pineta discorre. Non senza aver giocato le loro famose partite, però, compresa la briscola in cinque.

L’immagine di copertina riproduce Cala del Gesso, nei pressi del Monte Argentario, uno dei luoghi più belli della riviera toscana. La briscola in cinque, dedicato al nonno e alla nonna dell’autore, è stato pubblicato da Sellerio nel 2007.

Ludovica Valentini

2 commenti

  1. Sempre stimolanti, le tue recensioni mi danno la spinta per ritornare a Malvaldi dopo la delusione che mi ha prodotto “Il giovo delle tre carte”

    1. Cara Viviana, ringrazio te per i commenti: è vero, a volte siamo deluse/i dalle pagine di questo o quell’autore; per nostra fortuna, ce ne sono tante altre che appaiono più interessanti e gustose, e in questi anni con te e il gruppo ne abbiamo incontrate. Buon proseguimento dell’estate e a risentirci a settembre!

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