La Parigi di Rossana Campo: “Sono pazza di te”

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La Parigi di Rossana Campo: Sono pazza di te, personaggi spostati che hanno molto da dire.

In Sono pazza di te, di Rossana Campo presenta una Parigi di spostati e diseredati che hanno molto da dire.

Rossana Campo (Genova 1963) ambienta il suo romanzo Sono pazza di te in una Parigi di spostati e diseredati che hanno storie da raccontare e molto da dire: una storia di dialoghi matti, di silenzi e di musi ma anche e soprattutto d’amore.

Sono pazza di te: è una frase che allude alla follia d’amore così come ce la tramandano autori come Ludovico Ariosto e Matteo Boiardo: la vicenda di Orlando dimostrerebbe che amore, gelosia e pazzia vanno a braccetto. Rossana Campo utilizza l’idea per introdurre il lettore nella sua Parigi fatta di gente emarginata che sopravvive con lavoretti e sussidi e che si mette in situazioni limite, anche e soprattutto in tema d’amore.

Siamo nell’estate del 2000: per il 31 luglio è prevista un’eclissi solare e i parigini ne parlano.

Ne parla anche la protagonista, reduce da un lungo soggiorno in un centro psichiatrico dove è finita per comportamento aggressivo nei confronti dell’ex. Lui, avvocato, appartiene alla schiera dei “normali”; lei, italiana, terrona, trasgressiva e ribelle, ha avuto crisi di gelosia cui hanno fatto seguito accessi di violenza.

Ormai irrimediabilmente separata, la protagonista nutre l’assurda speranza di riconquistare il suo amato. Di questioni d’amore (infelice) trattano spesso le sue smozzicate conversazioni con la compagna d’appartamento, Goli, un’italo-iraniana con un passato di dispiaceri amorosi, storie di depressione e trattamenti psichiatrici. Nell’appartamento transitano amici gay, terapeuti “fringe”, profetesse, veggenti: una passerella umana toccante proprio perché situata ai margini della società che siamo abituati a considerare sana.

In questo panorama fatto di altibassi emotivi e repentini cambiamenti d’umore fa irruzione un nuovo personaggio, più esattamente un uomo che da diciassette anni non si era fatto sentire né tantomeno vedere. E qui la storia prende una piega particolarmente interessante: infatti, oltre che con l’ultimo abbandono, la narratrice dovrà fare i conti con la rabbia e la tristezza di un tradimento più antico, di una ferita primordiale; e riscoprire, se possibile, un sentimento ruvido ma autentico accettando di nuovo chi lo produce: proprio lui, il vecchio padre.

Poi Renato ha detto, Me’, io adesso vado. Statemi bene signorine, eh! e non fate troppi guai, mi raccomando.

Senti chi parla! ho detto io.

Poi ha fatto finta di niente e ha detto, Ve lo lascio qualche soldino?

In un universo di spostati, Rossana Campo traccia con rissosità e dolcezza il cammino che riconduce un padre alla figlia e una figlia al padre. Le loro vite sono vicinissime alla nostra, anzi la toccano, grazie al potere che ha la parola, anche sgraziata, di agire come un grimaldello sulle emozioni rendendole più prossime e comprensibili.

Ludovica Valentini

Sono pazza di te è edito da Feltrinelli (2001).

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