Riepilogo giugno: “L’assemblea degli animali”, di Filelfo

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Riepilogo giugno: L’assemblea degli animali, di Filelfo

Ecco il Riepilogo della nostra sessione di giugno, incentrata su L’assemblea degli animali, di Filelfo

Questo libro è dedicato ad Ash, il primo koala nato dopo il Grande Incendio australiano, il 26 maggio 2020, dalle ceneri di milioni di animali.

Filelfo, L’assemblea degli animali

Martedì 14 giugno si è svolta la sessione del Club “Se Una Notte..” incentrata su L’assemblea degli animali, di Filelfo, pubblicato da Einaudi nel 2021.

Favola morale; racconto denso; lettura difficile a causa del lessico articolato; libro ricco; fiaba da adattare per poterla riassumere ai nipoti; testo che fa riflettere; libro da leggere soffermandosi sulle pagine per poi chiuderle e meditare a lungo prima di andare oltre; storia con belle illustrazioni. Questi alcuni dei commenti di chi ha avuto modo di leggere il racconto al cui centro, nonostante siano gli animali a parlare e a decretare, c’è sempre e comunque l’uomo.

Come evidenzia l’autore, da sempre l’umanità si rivolge al mondo animale e vegetale (di cui fa parte) in cerca di insegnamenti: ne sono esempio le opere letterarie del mondo pagano in cui leoni, uccelli o altre creature assumono le vesti di personaggi dotati di voce, spesso latori di importanti messaggi. Come pure i testi di tradizioni sacre quali la giudaico-cristiana. Una testimonianza nota a tutti si trova ne Le Metamorfosi di Ovidio, ispirate ai miti greci e ripresa da Filelfo nel suo testo. In questo senso, il gioco narrativo de L’assemblea degli animali consiste non solo nel presentare una favola suggestiva ma anche nell’addurre esempi di antecedenti letterari in cui gli animali fungono da ispirazione e da maestri: l’uomo insomma osserva da sempre la Natura, consapevole, al di là di ogni impalcatura egoica ed intellettuale, che alla Natura egli stesso appartiene.

Come è stato rilevato, la storia prende spunto dalle immani distruzioni provocate dalla nostra specie, l’ultima delle quali, al momento della stesura del libro, sono gli incendi che hanno devastato l’Australia nel 2020.

Oltre alle difficoltà lessicali rilevate da lettrici e lettori, ha suscitato perplessità la seconda parte della narrazione: qui le due nature, quella specificatamente animale e quella cosiddetta umana, sembrano fondersi dando vita a nuove creature denominate animandri. Così pure, ha destato sorpresa l’ascesa alla Luna da parte dei giusti. A questo proposito, alcune lettrici hanno giustamente ricordato che dal nostro satellite è possibile osservare la Terra che, vista da lontano, ci appare nella sua bellezza e soprattutto nella sua «fragilità», come viene detto nel libro. Di qui che la favola di Filelfo sia un invito – l’ennesimo compiuto dalla letteratura – ad assumere responsabilità nei confronti del pianeta.

Sono piaciuti in modo particolare i discorsi dell’aquila, dominatrice dei cieli, e del leone, «il re delle foreste e delle terre sotto il sole»; e inoltre i moltissimi riferimenti letterari nascosti nelle pagine, stimolo per ogni lettrice e lettore a porre a prova le sue nozioni, o anche semplicemente a curiosare tra le note esplicative dell’autore. Tra le descrizioni meno amate vi è stata invece quella della vasta tribù dei topi con le loro legioni di ratti e pantegane – «i loro denti affilati come pugnali nel fodero delle bocche serrate erano pronti a mordere l’occasione» – e con i vicini parenti pipistelli, da cui proviene il contagio che arreca sofferenza agli umani. A questo proposito è stato ricordato il periodo più critico della pandemia.

Sono stati anche menzionati i due amici dell’uomo – cane e gatto – che compaiono nella storia. In particolare il personaggio di MoMo, cane fedele che attende invano il padrone deceduto a causa del contagio e che, rimasto solo, finisce anche lui per morire. Ma ci troviamo in una favola e, dopo un inaspettato risveglio, MoMo torna alla vita avendo in sé aspetti del padrone perduto. Come pure nel caso dell’esperienza sulla Luna, anche questo elemento sembrerebbe indicare, da parte dell’autore, un’idea dell’uomo in profonda simbiosi con il mondo animale, in grado quindi di sentire dal di dentro il mondo da lui così tremendamente vessato.

È stato detto che l’assemblea, che si svolge in un luogo segreto, permette a tutte le specie di offrire le proprie testimonianze ed esprimere le proprie ragioni sospendendo temporaneamente le consuetudini della sopravvivenza, per cui durante i lavori del consiglio nessun essere ne attacca un altro, indipendentemente dalla specie: si anticipa insomma la profezia biblica secondo cui «il lupo dimorerà con l’agnello».

Del resto, L’assemblea degli animali è un testo che addita alla pace: una pace intesa sia come coesistenza armoniosa di diverse nature al nostro interno, sia come capacità di individuare la presenza dell’essere in ogni elemento dell’universo:

Spacca un legno, l’anima del mondo è là dentro, alza una pietra e lí la troverai.

Nella parte finale del racconto assistiamo alla convocazione di una seconda assemblea alla quale assistono tutti, umani ed animali. Ed è qui che si parla di una nuova arca dove realizzare una rinnovata convivenza tra le specie:

[…] i nuovi giusti sono ovunque, confusi tra la gente comune, disseminati in tutto il mondo, persi in mille lavori e fatiche e problemi, a ricostruire umilmente, finché dura la terra, una nuova arca. Forse qualcuno di loro proprio ora ha tra le mani questo libro e lo sta leggendo. Forse sei tu, lettore arrivato alle sue ultime parole. Che non possono che essere: de te fabula narratur. Perché da sempre la favola parla di te. Sei tu, lettore, l’autore di questa e della prossima.

De te fabula narratur, scrive Filelfo citando Orazio. Nel 1979 Umberto Eco pubblicava il saggio Lector in fabula, chiarendo il ruolo del lettore nell’interpretazione del testo. Come detto all’inizio, è sempre di noi che si sta parlando: siamo gli artefici di grandi distruzioni; eppure, quali esegeti di ogni pagina, possiamo ancora scrivere una storia diversa per la Terra, a partire dal significato che vorremo dare a questa favola.

Grazie a tutti della partecipazione alla nostra assemblea e a risentirci più in là,

Ludovica

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