Gianni Rodari e il pellerossa nel Presepe

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Gianni Rodari e il pellerossa nel Presepe

Per Natale, Gianni Rodari immagina un Presepe diverso

Per Natale, Gianni Rodari immagina un Presepe diverso dal solito, collocando tra le statuine un pellerossa, e non uno qualunque.

Per Natale, Gianni Rodari immagina un Presepe che ospiti tra le statuine quella di Toro seduto. Come spesso succede con Rodari, il poeta e pedagogo appare ancora una volta come un precursore di temi – qui la diversità e l’inclusione – che oggi occupano il dibattito politico e sociale. Rendiamo omaggio a uno scrittore che si è adoperato per l’istruzione, l’educazione, la democrazia e la pace.

Il pellerossa nel Presepe

Il pellerossa con le piume in testa
e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i magi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro seduto:
torna presto di dove sei venuto.

Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perchè ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.

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