Gli innocenti della terra: “Pappagalli verdi”, di Gino Strada (1948-2021)

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Gli innocenti della terra: Pappagalli verdi, di Gino Strada (1948-2021)

Pappagalli verdi, di Gino Strada, mette al centro della narrazione i bambini, vittime innocenti della guerra in ogni parte del mondo.

Il 13 agosto di quest’anno si è spento Gino Strada, medico chirgurgo in zone di guerra e cofondatore, insieme alla moglie Teresa Strada, della ONG Emergency. Ne ricordiamo la vita e l’opera attraverso alcune pagine di Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra, che Strada scrisse come testimonianza di quanto avveniva ai bambini nelle zone di guerra in tutto il mondo: la presenza di mine antiuomo e di bombe-giocattolo il cui aspetto ricorda per l’appunto quello di un piccolo volatile, causa di gravi mutilazioni e menomazioni compresa la cecità. Nel suo lungo percorso di medico e militante umanitario, Gino Strada ha operato migliaia di bambini vittime di esplosioni.

Nel 1994, assieme alla moglie Teresa Sarti e ad altri colleghi, Strada ha fondato la ONG Emergency, attraverso cui viene prestato soccorso gratuito a milioni di pazienti in molte zone devastate del pianeta. Il libro Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra è stato pubblicato per la prima volta dall’editore Feltrinelli nel 1999.

Riportiamo qui alcuni brani del libro sull’esperienza di Gino Strada in Afghanistan, un paese distrutto da decenni di guerra e recentemente tornato all’attenzione dei media a causa del ritiro dal territorio delle truppe americane e dei contingenti europei, avvenuto nell’agosto di quest’anno.

Un vecchio afgano con i sandali rotti e infangati, e il turbante con la coda che scendeva fino alla cintura, stava accanto al figlio di sei anni nel pronto soccorso di Quetta.

Il bambino si chiamava Khalil e aveva il volto e le mani, o quel che ne restava, coperti da abbondanti fasciature. Stava sdraiato, immobile, la cmaicia annerita dall’esplosione. Qualcuno aveva strappato una manica e ne aveva fatto un laccio, legato stretto sul braccio destro per fermare l’emorragia.

“È stato ferito da una mina giocattolo, quelle che i russi tirano sui nostri villaggi” disse Mubarak, l’infermiere che faceva anche da interprete, avvicinandosi con un catino d’acqua e una spugna.

Non ci credo, è solo propaganda, ho pensando, osservando Mubarak che tagliava i vestiti e iniziava a lavare il torace del bambino, sfregando energicamente come se stesse strigliando un cavallo. Non si è neanche mosso, il bambino, non un lamento.

In sala operatoria ho tolto le bende: la mano destra non c’era più, sostituita da un’orrenda poltiglia simile a un cavolfiore bruciacchiato, tre dita della sinistra completamente spappolate.

Avrà preso in mano una granata, mi sono detto.

Sarebbero passati solo tre giorni, prima di ricevere in ospedale un caso analogo, ancora un bambino. All’uscita dalla sala operatoria Mubarak mi mostra un frammento di plastica verde scuro, bruciacchiato dall’esplosione.

“Guarda, questo è un pezzo di mina giocattolo, l’hanno raccolto sul luogo dell’esplosione. I nostri vecchi le chiamano pappagalli verdi…” e si mette a disegnare la forma della mina: dieci centimetri in tutto, due ali con al centro un piccolo cilindro. Sembra una farfalla più che un pappagallo, adesso posso collocare come in un puzzle il pezzo di plastica che ho in mano, è l’estremità dell’ala. “…Vengono giù a migliaia, lanciate dagli elicotteri a bassa quota. Chiedi ad Abdullah, l’autista dell’ospedale, uno die bambini di suo fratello ne ha raccolta una l’anno scorso, ha perso due dita ed è rimasto cieco.”

[…] La forma della mina, con le due ali laterali, serve a farla volteggiare meglio. In altre parole, non cadono a picco quando vengon rilasciate dagli elicotteri, si comportano proprio come i volantini, si sparpagliano qua e là su un territorio molto più vasto. Sono fatte così per una ragione puramente tecnica – affermano i militari – non è corretto chiamarle mine giocattolo.

Ma a me non è mai successo, tra gli sventurati feriti da queste mine che mi è capitato di operare, di trovarne uno adulto.

Gino Strada, Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra

I diritti d’autore provenienti dalla vendita del libro di Gino Strada vengono devoluti a Emergency. Per ulteriori informazioni: http://www.emergency.it

Ludovica Valentini

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