“L’angelo di Monaco”: Fabiano Massimi indaga sull’ascesa al potere di Hitler

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L’angelo di Monaco: Fabiano Massimi indaga sull’ascesa al potere di Hitler

L’angelo di Monaco, di Fabiano Massimi, affronta la scomparsa di Geli Raubal, nipote di Adolf Hitler, e le possibli trame occulte dietro l’ascesa al potere del nazismo

Il 19 settembre del 1931, Geli Raubal, nipote di Adolf Hitler, viene trovata morta, apparentemente suicida, nell’abitazione che divide con lo zio in un elegante quartiere di Monaco di Baviera. Fabiano Massimi parte da un episodio realmente accaduto per scrivere un romanzo di indagine che tenta di far luce su quanto avvenne, non solo nella ristretta cerchia dell’uomo politico in ascesa verso il potere, ma nella società bavarese e in tutta quella tedesca, testimone ma in parte anche complice dell’avanzata di una pericolosa ideologia fondata sul nazionalismo e del partito che la rappresenta: il NSDAP, conosciuto anche come Partito nazista, guidato da Adolf Hitler.

Riportiamo qui parti della discussione del gruppo di lettura del Club.

La morte di Geli Raubal è un fatto storico. […] L’angelo di Monaco prende le mosse dalla sua scomparsa, per cui lei non può comparirvi che come fantasma. Ma Geli non è sempre stata un fantasma; non è solo un personaggio di romanzo. Geli è esistita. Un tempo era una donna in carne e ossa, che viveva la sua vita giorno dopo giorno, ignara del destino come lo siamo tutti, capace di gioia ma anche di tristezza, forte di sogni, ambizioni, desideri ed entusiasmi, tutti spazzati via da un colpo di pistola e poi passati nell’oblio. Per la sua morte non c’è stata giustizia. Forse un romanzo renderà giustizia alla sua vita.”

(Fabiano Massimi, L’angelo di Monaco)

Lettrici e Lettori,


Martedì 28 settembre abbiamo aperto un nuovo ciclo di incontri con L’angelo di Monaco, di Fabiano Massimi (Modena 1977).

Il libro ha destato grande interesse, tanto per le ricostruzioni storiche come per quelle ambientali di una Monaco che venne rasa al suolo durante la guerra, e che l’autore riesce a ridisegnare grazie ad accurate ricerche topografiche. Così pure, tutto il romanzo procede da un’investigazione realizzata da Massimi, che nella sua Modena natale esercita la professione di bibliotecario, sui numerosissimi documenti riguardanti un tema che farà parlare ed interrogare ancora a lungo: l’ascesa del nazismo in Germania.

È stato notato che, nel romanzo, Geli Raubal muore quando inizia la relazione tra Adolf Hitler ed Eva Braun. Su questo ed altri elementi cronologici nodali si è soffermata l’attenzione del gruppo. Delusione sembra aver provocato in alcuni la scoperta del doppio gioco di Helmut Forster (Mutti), amico fedele nonché collega del protagonista Siegfried Sauer. Ma è proprio la specularità uno degli aspetti importanti del libro: doppie identità, doppi giochi, spie e doppi comportamenti in un paese diviso in due tra i sostenitori di Hitler e coloro che, presagi, già lavorano nella Resistenza. A questo proposito, ci siamo dilungati sul sosia di Sauer, il quale sembra indicare la volontà, da parte dell’autore, di presentare una biforcazione (anche qui un doppio) nel cammino: da una parte il pericoloso criminale, dall’altra Sauer, il quale cercherà di applicare la legge e trovare la verità a tutti i costi. Ovvero, tutti possiamo scegliere un percorso o il suo opposto, la responsabilità è sempre nostra come individui.


Si è anche detto che parte del fascino del libro risiede nella sua attualità: la grande Germania di Hitler richiama per alcuni il make America great di Trump, ma esempi di violento nazionalismo potremmo trovare facilmente altrove, e si è parlato altresì della presenza, nel libro, della musica, con autori come Chopin, Rachmaninoff, Paganini: un sostrato culturale ricchissimo che animava la società dell’epoca e che rende ancora più dolorosa, per il lettore odierno, la consapevolezza di ciò che avvenne dopo. Si sono ricordati altri libri sull’argomento, in primo luogo La banalità del male di Hannah Arendt (1906-1975) e Le benevole (Les Bienveillantes) di Jonathan Littel (1967), entrambi incentrati sulla distruttività umana e l’annichilamento di milioni di prigionieri politici e di ebrei da parte del nazismo. È stato ricordato anche il nostro grande Giorgio Bassani (1916-2000) col suo capolavoro Il giardino dei Finzi-Contini.


Riguardo a Geli Raubal che, nella tesi del romanzo, è vittima di una violenza giudicata necessaria dal potere, è stato detto che la sua vicenda richiama fatti tristemente contemporanei, come la repressione delle donne in Afghanistan. 
Come dichiara Fabiano Massimi, il libro tenta di fare giustizia su una donna che ebbe sogni, sentimenti ed entusiasmi al pari di ciascuno di noi. In tale percorso, l’opera getta luce sull’atmosfera che pervadeva Monaco di Baviera in quegli anni: un mondo di ieri, per dirla con Stefan Zweig (1881-1942), che la Prima Guerra mondiale aveva distrutto e che ora vedeva l’affermazione del nazismo. Ci auguriamo che, per i lettori di Massimi, autore esordiente con già un secondo libro in vetrina, il discorso non rimanga inconcluso.

L’angelo di Monaco è stato pubblicato da Longanesi nel 2020.

Grazie a tutti per la vostra partecipazione e un ringraziamento speciale al lettore Román per aver proposto questo titolo.

A risentirci presto,

Ludovica 

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