Sabbia, saline e mare: il vino di Marsala ne “I leoni di Sicilia”, di Stefania Auci

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Sabbia, saline e mare: il vino di Marsala ne I leoni di Sicilia, di Stefania Auci

Ne I leoni di Sicilia, l’autrice Stefania Auci dedica pagine alla descrizione delle saline e della preparazione del vino di Marsala.

Nel romanzo I leoni di Sicilia, al cui centro è la vicenda della famiglia Florio, Stefania Auci illustra al lettore prodotti e ricchezze della Sicilia; tra questi il Marsala, vino dolce che diviene famoso ovunque.

Nel romanzo I leoni di Sicilia, Stefania Auci (Trapani 1974) narra la vicenda dei Florio, famiglia calabrese emigrata in Sicilia. Tra le pagine del romanzo si trovano interessanti descrizioni di attività imprenditoriali e commerciali della Sicilia del XIX secolo, tra cui quelle dedicate alla produzione del Marsala, vino dolce e liquoroso che divenne famoso ovunque. Per i Florio, la produzione ed imbottigliamento del Marsala costituiranno l’ennesima avventura imprenditoriale destinata ad avere successo. Riportiamo qui le pagine che descrivono i luoghi dove il vino viene prodotto: la loro caratteristica sabbia, le saline ed il clima costante sono ciò che permette l’elaborazione di un vino così unico e squisito.

La costa occidentale della Sicilia è un alternarsi di scogli e spiagge sabbiose. Un ecosistema vario, dalla morfologia mutevole e dal paesaggio ricchissimo. Solo nella zona del marsalese le spiagge diventano una presenza costante: sabbia sottile, particolarmente farinosa, portata dal mare attraverso il varco di San Teodoro dinanzi all’Isola Lunga, un luogo di una bellezza commovente. E’ nella zona di Marsala che si trova lo Stagnone, una delle aree lagunari più ricche dell’isola. Porto dei fenici, rifugio dei greci, emporio dei romani. Nello Stagnone, grazie alla presenza delle saline – un sistema di vasche usate per la raffinazione del sale marino tramite l’evaporazione dell’acqua -, il clima rimane quasi sempre costante e la salinità non subisce alterazioni.

Non è un caso che le cantine del marsala nascano a poca distanza da queste spiagge basse e sabbiose. Non è un caso che la sabbia entri nei cortili, invada i magazzini, si accumuli nelle botti. Il mare, la componente calcarea della sabbia, la temperatura costante sono ciò che hanno reso tale questo vino liquoroso, nato per caso e diventato il sapore di un’epoca. Perché la sabbia che si deposita sui coppi di terracotta che coprono il sale è la stessa che mulina tra le bottiglie lasciate a riposare nelle viscere delle cantine. E’ una sabbia che porta in sé granelli di sale, che ha il profumo del mare. E’ lei che regala quel sapore secco, quell’incertezza che confonde, quel gusto appena accennato di mare a un vino che, diversamente, sarebbe un vino dolce come tutti gli altri.

Tratto da I leoni di Sicilia, di Stefania Auci (Casa Editrice Nord 2019).

Sicilia, saline.

3 commenti

  1. Del libro, che pur vuole offrire una narrazione della vicenda familiare ed imprenditoriale dei Florio, le parti più interessanti risultano essere le annotazioni storiche e geografiche, che danno un’idea della grande bellezza e ricchezza dell’isola.

  2. L’ha ripubblicato su Vini di Siciliae ha commentato:
    Da I leoni di SIcilia (Stefania Auci): “Non è un caso che la sabbia entri nei cortili, invada i magazzini, si accumuli nelle botti. Il mare, la componente calcarea della sabbia, la temperatura costante sono ciò che hanno reso tale questo vino liquoroso, nato per caso e diventato il sapore di un’epoca. Perché la sabbia che si deposita sui coppi di terracotta che coprono il sale è la stessa che mulina tra le bottiglie lasciate a riposare nelle viscere delle cantine. E’ una sabbia che porta in sé granelli di sale, che ha il profumo del mare. E’ lei che regala quel sapore secco, quell’incertezza che confonde, quel gusto appena accennato di mare a un vino che, diversamente, sarebbe un vino dolce come tutti gli altri.”

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