Christmas shopping? A Torino con Giuseppe Culicchia

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Christmas shopping con Giuseppe Culicchia a Torino.

Giuseppe Culicchia e il Natale a Torino nei suoi aspetti commerciali.

In un brano tratto da Torino è casa mia, lo scrittore torinese Giuseppe Culicchia (1965) descrive il Natale nei suoi aspetti commerciali. Con malinconica ironia.

In Via Roma e dintorni, quando si approssima il Santo Natale, alcuni commercianti con uno spiccato senso estetico stendono davanti al loro negozio lunghe passerelle rosse. Non si sa di preciso chi abbia cominciato, sia come sia la moda ha preso piede ed è dilagata, contagiando non solo le circostanti vie del centro ma anche le più remote periferie. I commercianti che stendono le passerelle rosse davanti ai loro negozi lo fanno perché da qualche parte hanno letto che Torino è una città elegante, e sono convinti che riempirla di passerelle rosse la renda ancora più elegante. Il problema è che i commercianti che stendono le passerelle rosse davanti ai loro negozi non capiscono che dopo due-minuti-due di shopping le passerelle rosse non sono più rosse, ma zozze. La città già elegante geme sotto di esse, ridotta a un set di Beautiful inzuppato di fango. E se per caso non siete più bambini e il Natale vi mette tristezza e dunque camminate a testa bassa per non vedere le luci natalizie che ornano vie e vetrine, che vi mettono ancora più tristezza, beh, allora oltre alla tristezza vi prende anche lo schifo: perché Torino ogni tot metri lo sguardo vi cade sulle famigerate passerelle rosse. Zozze.

Tratto da Torino è casa mia, di Giuseppe Culicchia (Laterza 2005).

NOTA: lo zozzo del torinese Culicchia è una variante romanesca dell’originale italiano sozzo, erede del latino sŭcĭdus: sporco, lurido. A questo proposito, vale la pena di augurarci che ognuno di noi, commercianti compresi, cerchi di riciclare e riutilizzare meglio, lasciando non solo la tavola ma anche il quartiere, la città e il mondo di cui facciamo parte un poco più puliti.

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